Stasera alle 21.25 su Rete 4 va in onda The terminal, film di Steven Spielberg del 2004 con Tom Hanks nel ruolo del protagonista.
Dietro la realizzazione della pellicola c’è una storia vera e, soprattutto, una persona reale, la stessa che ha ispirato il regista di E.T e Jurassik Park per questo suo lavoro.
Ecco cosa c’è da sapere.
The terminal: trama in breve

Victor Novorski è un turista proveniente da un immaginario Stato dell’Est europeo in cui è in atto una guerra civile.
L’uomo arriva quindi a New York e qui, per un problema burocratico, rimane bloccato per 9 mesi.
The terminal narra una storia grottesca, paradossale, spesso divertente, solo che dietro la finzione c’è una realtà ben più dura, complessa e problematica, la stessa da cui il regista ha tratto l’ispirazione.
Soprattutto, c’è un uomo iraniano che ha vissuto una situazione amaramente romanzesca: vediamo chi è e cosa gli è successo.
La vera storia di Victor Novorski: la storia vera che ha ispirato il film
Qual è la storia vera di Victor Novorski?
A chi si rifà il personaggio interpretato da Tom Hanks in The terminal?
Si tratta di Mehran Karimi Nasser, un iraniano che nel tentativo di raggiungere l’Inghilterra, si è ritrovato bloccato in aeroporto per ben… 18 anni!
Proprio così: complicazioni burocratiche hanno fatto sì che Nasser sia stato costretto a fare del Terminal 1 dell’aeroporto parigino Charles De Gaulle, la sua casa!
E così l’iraniano, che ha voluto farsi chiamare Sir Alfred Mehran, dal 1988 al 2006 si è dedicato alla lettura, alla scrittura e agli studi economici restando sempre lì, nell’aeroporto francese.
Nel corso degli anni, ovviamente, gli sono state fatte varie proposte, fra le quali il rimpatrio o la permanenza nel Paese d’Oltralpe con un visto speciale, ma lui ha sempre rifiutato, dichiarando di essere intenzionato ad andare solo ed esclusivamente in Inghilterra.
Come è andata a finire?
Ma come si è conclusa questa vicenda a dir poco bizzarra?
Nasser ha avuto un‘intossicazione alimentare ed è stato allontanato dal De Gaulle per essere trasferito in un centro di prima accoglienza che fa capo alla Croce Rossa.
L’uomo era ricoverato in una casa di cura fino a qualche mese fa, ma poi ha voluto fare ritorno nel “suo” aeroporto, dove è morto di infarto il 20 Novembre scorso.
Ne ha dato notizia il New York Times.

